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Mappatura in carrozzina

mappatura con luca e danilo

Sabato 19 novembre 2016, zainetto giallo, armati di penna, agenda e App: oggi si mappa!

Il nostro gruppo procede lungo la Via Don Minzoni, Luca nota come (presso lo stallo di parcheggio per persone con disabilità all’incrocio con Piazza Matteotti) la porzione zigrinata di strisce gialle che dovrebbe condurre dallo sportello dell’auto al marciapiede in realtà finisce su di un gradino obliquo. Superato in scioltezza il gradino approdiamo al nostro marciapiede e proseguiamo in discesa, certo il passaggio non è larghissimo ma va bene così, lo misuriamo e procediamo, ci basta evitare i non-sense e trovare una certa ragionevolezza dei percorsi. Luca e Pietro hanno fisico e si vede, ma (a proposito di non-sense) presso la scalinata della Camera di Commercio c’è una indicazione; recita qualcosa come “accesso disabili”, formalmente corretto, peccato il cartello sia persino difficile da focalizzare dal basso dei gradoni dove ci troviamo. Le scale insomma c’impediscono di avvicinarci, e a poco serve essersi presi la briga di mettere un cartello a tre metri da lì. Questo è un esempio della distanza che c’è tra rispetto della forma e fruibilità sostanziale. Per fortuna è sabato e nessuno di noi ha intenzione di consultare un albo o depositare un brevetto presso la Camera di Commercio. Da qui vorremmo tirare per Via Ascanio Persio, davvero un tiro di schioppo, ma come raggiungerla?

cristina amenta durante la mappatura

L’unica rampa che ci consentirebbe di arrivare in Piazza Mulino per poi attraversare Via Lucana è ostruita da un’auto, che poi sarebbe lì anche regolarmente visto che qualcuno c’ha disegnato delle strisce blu!

No, nessuna rigatura a tradimento, in fin dei conti anche se quell’auto non fosse stata lì dov’è, le strisce pedonali non l’assistevano mica, sono solo dieci metri più giù. Ed anche se le strisce pedonali si trovassero in linea con la rampa (qualora non fosse stata parcheggiata l’automobile), ci saremmo trovati a fare i conti con un nuovo gradino sul marciapiede di arrivo. Cosa si diceva a proposito dei non-sense? Da questo punto di vista MateraMare vuole rilevare (oltre all’accessibilità) anche l’inaccessibilità, per comunicarla e mettere l’amministrazione locale in condizione di conoscere per agire.

Arrivati finalmente in Via Ascanio Persio un po’ da pirati, approdiamo al marciapiedi di destra, che in qualche modo risulta regolare certo, ma obiettivamente alcuni tavoli e insegne pubblicitarie restringono il passaggio ben sotto i 90cm minimi, ma con Luca e Danilo sé po’ fa’, certo non tutti sono agili come loro però. 

Milena intanto continua a mappare infaticabilmente su Wheelmap.org, ma alla Piazza ci inchiniamo ad un assoluto capolavoro, pensato probabilmente più per suggestionare il già allenatissimo occhio artistico dei materani che per altro. Infatti il marciapiede, invaso nell’ordine da: automobile, cassonetti, scooter, termina, ironia della sorte, davanti ad una ringhiera che ci sbarra il passaggio, è la ringhiera di una rampa per persone disabili a cui si accede dalla strada.

Incrociamo il gruppo di Piersoft in Piazza Vittorio Veneto. Ci scambiamo qualche battuta prima di separarci nuovamente, il nostro gruppo raggiungerà quindi i Sassi da Sant’Agostino, il gruppo di Piersoft da Via Ridola. Percorrere Via San Biagio e poi Santa Cesarea è certo suggestivo ma anche faticoso per chi deve manovrare la carrozzina, la pavimentazione cambia spesso e di tanto in tanto il manto stradale è sconnesso, prendiamo nota e procediamo. Ma vuoi mettere la soddisfazione di fare il curvone della discesa di Sant’Agostino sulle due ruote delle nostre fighissime carrozzine modificate?

 

Un meritato panorama ci attende

panoramica negataLa Via D’Addozio è per noi ora tutta in discesa, ma la pavimentazione dei Sassi (sarà pure una testimonianza antica) richiede anche in discesa forza ed equilibrio. Arrivati sulla bellissima passeggiata di Via Madonna delle Virtù davanti non abbiamo che il cielo. Avvertiamo però la mancanza di un punto di osservazione accessibile per godere tutti il magnifico panorama del torrente Gravina e la vista dell’altipiano murgico. E’ davvero un peccato che dall’altezza della seduta tutto ciò, nella sua semplice suggestività, sia impossibile da condividere per una questione di centimetri.

A Porta Pistola finalmente possiamo ammirare il nostro meritato panorama grazie a delle ringhiere e ammirare il suggestivo squarcio che in un solo sguardo ci offre la Murgia Timone, il rione Caveoso e la Chiesa di San Pietro e Paolo. L’ultima tirata è tutta in salita, quella di Via Bruno Buozzi, Luca e Pietro dimostrano qui tutte le loro doti fisiche, tra automobili e passanti ci scambiamo riflessioni sulla storia dei Sassi e del loro sfollamento, delle diverse e contrastanti sensazioni che questi antichi rioni evocano alla generazione dei nostri padri e alla nostra. Ci ricongiungiamo col gruppo di Piersoft e Danilo in sommità del Casalnuovo. Siamo stanchi ma l’euforia è reale, finalmente di nuovo tutti insieme, ci concediamo una foto che è destinata rimanere a testimonianza dell’ambizione che oggi ci ha uniti.

L’ultimo tratto per il Centro Arti Integrate (IAC) di Via Casalnuovo lo facciamo in splendida volata!

Ci siamo fatti strada oltre tutto, e nel farlo abbiamo raccolto numerose informazioni che sono già patrimonio di chiunque domani vorrà ripetere e ampliare la nostra avventura.

rush finaleAbbiamo mappato e scherzato, misurando non solo strettoie e dislivelli ma anche qualcosa di più. Oggi ci sembra che il cielo ci appartenga di più, forse perché abbiamo deciso di andargli incontro, con tutte le sue pietre e muri scrostati, ci siamo presi tutto quello che, senza saperlo, era già nostro.

Non n’è valsa la pena?

Un ringraziamento speciale a Nadia Casamassima (IAC),  Nicola Bisceglia ed il suo team, la Mediateca Provinciale, la Regione Basilicata che ha creduto nel progetto. Erano con noi Open City, CSV BasilicataSassieMurgia, Isitt, Giuseppe Lalinga, mesonro, Pietro D’Imperio e Viaggio Italia!

Associazione Culturale C-FARA

 

 

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