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Dall’accessibilità all’accoglienza turistica

presentazione a firenze

Con l’esperienza della BTO di Firenze il percorso di MateraMare si qualifica come progetto con capacità di integrarsi con le più innovative pratiche a livello nazionale sul turismo accessibile e della progettazione inclusiva. Alla due giorni fiorentina BTO – Buy Tourism Online abbiamo scoperto un terreno favorevole, tramite cui conoscere e far conoscere lo stato dell’arte sulle connessioni tra turismo e innovazione.interventi alla BTO Nel nostro piccolo abbiamo contribuito ad ampliare la platea di speaker e il ventaglio di temi intervenuti nell’evento (tenutosi il 30 novembre e primo dicembre 2016) alla Fortezza da Basso. Gli appuntamenti della BTO hanno consentito ai numerosi soggetti che operano sui territori di conoscersi, confrontarsi e ripartire con nuove e più forti convinzioni. Il gruppo di lavoro di MateraMare è stato chiamato a dare il proprio punto contributo fattivo sulla via dell’implementazione e del miglioramento dell’accoglienza turistica, un contributo utile per meglio definire cosa significa oggi proporre il prodotto turistico allargato alle specificità di un vasto pubblico di viaggiatori.
La relatrice Flavia Coccia (Direttrice Operativa ISNART ha introdotto al dibattito indicando quanto importante sia per il turista (persona con disabilità e non) saperepreventivamente cosa trovare in loco. Si parte infatti dal presupposto che il turista deve essere messo in grado di scegliere la propria esperienza, per questo chi si occupa di accoglienza turistica deve avere chiare le criticità legate alla gestione di un pubblico con esigenze particolari.

 

Cosa ci accomuna: siamo tutti fruitori di servizi

In questo senso Giovanni Ferrero (Isittpropone un approccio tramite il quale l’accessibilità si sgancia dall’alveo assistenzialistico o strettamente architettonico e diviene un “percorso di filiera”. Dunque non basta focalizzare l’attenzione esclusivamente sul singolo gradino, la singola struttura ricettiva piuttosto che il parcheggio: l’accessibilità è un paradigma complessivo che allarga e ingloba soggetti con esigenze specifiche e investe intere fasi dell’accoglienza. Definiamo come oggetto cardine dell’accoglienza inclusiva il turista, inteso come il fruitore del processo di servizi, conoscenze e necessariamente persona partecipe, verso cui attuare un approccio insieme laico e dedicato, che mira a informarlo sulle possibilità di accesso verso l’esperienza caratteristica. Messo in condizione di scegliere in modo consapevole, il turista effettuerà quindi in libertà le proprie scelte di approdo. L’accessibilità totale e completa è qualcosa di lontano (e probabilmente irrealizzabile), ma questo non può impedire di raccontarla, motivarla e innovarla giorno dopo giorno.

 

Portare alla luce i casi virtuosi nella Pubblica Amministrazione

Dall’esperienza piemontese, Andrea Cerrato (co-fondatore dell’Osservatorio Cultura dell’Accoglienza) indica il sistema Italia come un paese ricco di buone pratiche ed esperienze di crescita interessanti. Dai casi di Grado e Fermo, Asti e Torino, passando per Cosenza e Matera, le Pubbliche Amministrazioni si sono mostrate in grado di accettare la sfida di una nuova cultura dell’accoglienza territoriale. In questo senso, Elena Iacoviello, in veste di interlocutore istituzionale (la Regione Basilicata è finanziatore del progetto MateraMare), sostiene l’importanza del network interregionale OpenTourism, progetto rivolto ai turisti con disabilità e bisogni speciali (ma non solo). OpenTourism raccoglie la sfida di unire e sistematizzare le singole iniziative che diverse regioni italiane hanno posto in essere sul turismo per tutti, mirando così ad identificare e mappare l’offerta turistica già esistente e, nel fare ciò, ci si pone lo scopo di condividere tra i soggetti metodologia e stimoli all’innovazione.

 

Accessibile a chi?

Cristina Amenta, responsabile del progetto MateraMare racconta l’importanza che le giornate di formazione hanno avuto nel dotare il gruppo di MateraMare degli strumenti per classificare e individuare i percorsi tracciati.

L’uso della piattaforma di OpenStreetMap e l’uso di applicazioni (come Wheelmap.org) si è rivelato fondamentale per implementare e diffondere la base informativa di dati prodotta sugli itinerari selezionati. Abbiamo verificato la percorribilità degli itinerari con il contributo determinante di progettisti e designer in carrozzina – spiega Amenta – il progetto parte dalla consapevolezza che le esigenze turistiche riguardano un’utenza variegata e non racchiudibile in un’unica categoria.

BTO fiorentina

Matera è città particolarissima, dove sensazioni di ogni genere e che coinvolgono tutti i sensi impattano su un ambiente che è in apparenza il massimo dell’inaccessibilità.
Ci siamo chiesti “accessibile a chi”? Chi ha bisogno di accessibilità? Anziani ma anche giovani, persone in carrozzina come famiglie con passeggino, ciechi e ipovedenti così come qualsiasi altra persona in caso di nebbia e scarsa visibilità, ecco perché l’accessibilità investe tutti. Uno degli output del progetto – continua Amenta – è rilevare l’accessibilità e l’inaccessibilità in modo da comporre un abaco delle inaccessibilità utile ai tanti soggetti coinvolti e a cui, – spiega – sarà fornito un piano di migliorie. Il progetto MateraMare ha unificato molteplici competenze che normalmente non dialogano (architetti, sociologi, psicologi, urbanisti, esperti di comunicazione) approcciando il tema del turismo accessibile conscio che la complessità va affrontata in modo multi-disciplinare, creativo e flessibile.

Il collettivo C-Fara in tutto ciò ha svolto ruolo di catalizzatore di questa pluralità. L’analisi del luogo è partita dalla selezione di percorsi continui (quelli senza salti di quota) e individuando punti d’interesse. La mappatura (partita dalla Stazione Centrale di Matera) definisce itinerari e destinazioni (musei, ristoranti, servizi, attività e strutture ricettive, per dirne alcune) oggetto di verifica durante la mappatura.

Si punta così a dialogare con imprese e operatori locali per entrare in un’ottica di accessibilità non come obbligo o vincolo di legge ma come occasione concreta di crescita nel processo continuo dell’accoglienza.

 

 

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