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Le barriere percettive

percezione sassi di matera

Le barriere percettive rappresentano un ostacolo alla percezione sensoriale e cognitiva dell’individuo. Creano difficoltà all’orientamento, alla comprensione degli spazi come all’individuazione degli oggetti e delle situazioni di pericolo, limitano l’accessibilità all’ambiente. Definiamo ambiente accessibile uno spazio progettato per essere attraversabile, fruibile e comprensibile.

Attraversabile significa provvisto della possibilità d’accesso, di movimento e di orientamento, in condizione di autonomia e sicurezza. La Progettazione per tutti è il processo di ideazione/progettazione/realizzazione che applica soluzioni (spaziali e gestionali) per un’utenza ampia e differenziata. Ampia perché pluriuniversale e inclusiva, rivolta alla generalità degli individui. Il termine differenziata può essere interpretato in vari modi, paradossalmente anche portando a condizioni di segregazione e marginalizzazione. Ma c’è differenza tra mettere in pratica soluzioni che (pur animate da uno stesso principio) dividono, separano, escludono e soluzioni che coinvolgono, uniscono, includono.

In questo caso la progettazione dei dispositivi e degli organismi edilizi si fonda sull’approccio per cui, tenendo conto delle differenti esigenze e dei singoli punti di partenza individuali, si allarga il campo dell’accessibilità pensando a risposte insieme differenziate e universali. Ragionare in termini di fruibilità è ristabilire la centralità del corpo, e con esso i desideri della persona, misurati sulla “usabilità” dell’ambiente nel suo complesso. Interrogarsi sui problemi concreti che limitano o impediscono all’individuo il relazionarsi (attraverso un oggetto, un’azione, una semplice osservazione), mira ad aprire nuove opportunità per tutti. Comprendere un’ambiente significa favorire la possibilità all’individuo di avere una propria “mappa mentale” che sappia offrire una percezione soggettivamente definita e oggettivamente fedele. La comprensione si alimenta della conoscenza dei potenziali ostacoli alla percezione e della fluida ricezione di stimoli esterni, sulla base dei quali modulare le proprie risposte cognitive.

Il Decreto Ministeriale intende per barriera architettonica:

  1. gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea
  2. gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti
  3. la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque, ed in particolare per i non vedenti, ipovedenti, sordi

 

La disabilità sensoriale visiva

S’intendono barriere sensoriali visive gli ostacoli che impediscono il libero e autonomo svolgimento di azioni e movimenti (in relazione all’orientamento, la localizzazione nello spazio e la capacità di interpretare compiutamente l’ambiente con i propri segnali). Abbiamo:

  • cecità totale: determinata dalla compromissione totale della funzione visiva, sia per patologie congenita che acquisita.
  • cecità parziale: riguarda quei soggetti che si trovano a convivere con la riduzione del visus inferiore al 10% di un occhio sano.
  • ipovedenza: l’individuo pur conservando un residuo visivo manifesta problemi soprattutto in riferimento all’orientamento e alla fluida mobilità nello spazio, nell’interazione coi dispositivi e in generale per l’espletamento di molte delle attività quotidiane.


provare con le maniL’affrontare dunque le problematiche legate alla
disabilità sensoriale visiva necessita la consapevolezza che in questo caso la barriera non è data dall’esistenza in sé dell’ostacolo fisico che ne coplica la deambulazione (quindi l’oggetto d’uso, l’arredo, l’organismo edilizio etc.) bensì dalla mancanza di idonei segnali o ausili informativi che causa un deficit percettivo. Consentita l’individuazione, l’informazione ed una semplice strutturazione dei dati, va predisposta una valida alternativa d’interazione. Per la disabilità sensoriale visiva si tratta agire su un incremento informativo utilizzando linguaggi pluri-sensoriali (sotto forma di esplorazione tattile, uditiva e olfattivo gustativa). A tal fine, Progettare per tutti,diviene colmare le assenze informative (barriere immateriali) tramite segnalazioni e accorgimenti che liberano gli indizi percettivi già presenti nell’ambiente comunicativo. 

L’analisi del contesto pre-esistente è la base per poter capire come strutturare le informazioni e marcare altre dimensioni percettive. La disabilità in generale è una condizione che si misura nel rapporto tra salute e ambiente, non è una condizione assoluta ma è fortemente determinata dall’ambiente (sfavorevole) e che per tale ragione va progettato in modo intelligente. Fare leva sulla multi-abilità va nella direzione di rispondere alle esigenze reali, stimolare tutto un ventaglio di informazioni (alcune delle quali già naturalmente presenti nell’ambiente). L’approccio accessibile non si esaurisce nella progettazione secondo norma di legge poiché è costante il processo di miglioramento dell’habitat in cui l’individuo svolge l’esistenza quotidiana.

Associazione Culturale C-FARA

 

Fonti e riferimenti bibliografici

Barriere percettive e progettazione inclusivaArch. Lucia Baracco

Progettare per tutti – a cura di Azzolino e Lacirignola

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