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Presentazione del progetto MateraMare, e oltre

presentazione materamare

Il 17 e 18 marzo abbiamo fatto il punto sull’accessibilità in Basilicata e le possibili strategie per il futuro. MateraMare ha presentato ufficialmente la piattaforma di dati per la raccolta, la mappatura e l’elaborazione di informazioni provenienti da utenti che vivono e attraversano il territorio lucano. Queste informazioni compongono itinerari e destinazioni che congiungono varie mete, proponendo soluzioni di attraversamento e segnalando punti di sosta.

 

Perchè MateraMare?

Partendo dalle straordinarie sollecitazioni di cui la città di Matera è attualmente oggetto, il progetto MateraMare ha inteso far emergere in modo più chiaro il potenziale che può sprigionarsi quando le mete più conosciute, le aree interne ed i litorali costieri, sanno qualificarsi attorno ad una caratteristica comune.materamare alle monacelle L’identificazione di attività, servizi, ricettività, occasioni di cultura, svago (e molto altro) è stata propedeutica alla realizzazione di una mappatura estesa del territorio regionale, implementabile, stampabile e scalabile da chiunque.

MateraMare ha voluto caratterizzare i percorsi, fornendo innanzitutto informazioni verificate dai luoghi e dedicando particolare cura alle conoscenze che danno valore aggiunto all’esperienza turistica soggettiva. Formazione sul campo, verifica in loco e raccolta di dati su base comunitaria hanno rappresentato la costante nel realizzare la piattaforma di MateraMare. L’idea di MateraMare nasce circa due anni fa dall’intuizione di Cristina Amenta ed Eugenia Monzeglio, si pone come obiettivo il superamento delle barriere architettoniche e l’avanzamento dei paradigmi culturali che identificano nella disabilità una condizione automatica di inaccessibilità a conoscenza e bellezza.

Nell’ottobre 2016 parte il lavoro di mappatura che nel frattempo ha trovato terreno fertile nel Collettivo FARA. L’Associazione è oggi capofila di un processo che attiva e organizza le risorse professionali e progettuali ponendosi nell’ottica di ampliare le possibilità di viaggio per un’utenza di persone con disabilità. Stimolando la possibilità di auto-valutare il livello di accessibilità in base alla percezione che ognuno ha del concetto di “barriera architettonica”, si estende il campo della ricerca di soluzioni mirate ad affrontare gli ostacoli e le limitazioni imposte dall’ambiente alle relazioni.

 

Come si è svolta la mappatura

Mappatura, implementazione della piattaforma e racconto delle esperienze proseguono in modo simbiotico. In una serie di giornate di mappatura sono stati raccolti dati sull’accessibilità nella città di Matera e successivamente lungo gli itinerari che conducono ai litorali lucani. Questa, è stata l’occasione per esplorare i limiti e le opportunità presenti sul territorio, un territorio che è andato caratterizzandosi con informazioni realistiche allo scopo di individuare nuovi sbocchi organizzativi, gestionali e operativi e da qui fornire una piattaforma informazionale, best practices e un metodo, utili per l’attuazione di Policy puntuali e basate su dati attendibili.

 

Due giornate di incontri (e un pizzico d’ironia)

materamare relatoriIl 17 e 18 marzo abbiamo affermato la necessità di partire da esigenze specifiche per giungere ad una strategia condivisa dove Pubblico, operatori del privato, mondo dell’associazionismo e cooperazione agiscono in favore di fasce d’utenza troppo spesso non considerate tra i possibili flussi turistici attivabili in loco. Parliamo di anziani, bambini, persone con impedimenti temporanei e permanenti, persone con disabilità motorie, senso-percettive e ancora necessità alimentari specifiche o di assistenza medica garantita.

La mattinata del 17 marzo ha visto la presentazione della piattaforma materamare.it tra tanti e tante, tutti interessati a conoscerne la Visione. Nel pomeriggio abbiamo predisposto il dibattito tra gli addetti ai lavori affrontando due questioni, a nostro avviso necessarie per intavolare una discussione critica e operativa sui seguenti temi:

Sinergie e metodi per una strategia di turismo accessibile: per la costruzione di una destinazione accessibile è necessario che tutte le componenti di una destinazione turistica (ospitalità, servizi, attrattori e attività) sia accessibili. Abbiamo con questa idea coinvolto molti imprenditori locali che insieme agli esperti hanno individuato delle strade percorribili per il raggiungimento di questo obiettivo.

Unesco for all per uno sviluppo utile e sostenibile del turismo: le città Unesco, e in genere le città vincolate, data la loro unicità presentano talvolta difficoltà nel minimizzare l’impatto delle barriere architettoniche. A questo tavolo si è discusso delle possibilità che la normativa di rifermento oggi mette a disposizione dei tecnici e delle prospettive per la ricerca di un’accessibilità equivalente.

In entrambi i tavoli è emersa la necessità di instaurare una filiera dell’accessibilità, in cui politiche della Governance regionale intervengono per definire linee strategiche attraverso la lettura dei bisogni del territorio e dei flussi turistici, producendo opportunità per gli operatori di filiera, per i residenti e i turisti. La Basilicata dunque come destinazione culturale e accessibile, in cui PA, attori territoriali e tecnici operano sinergicamente per stimolare qualità dell’accoglienza e la disponibilità di dati fruibili in diversi formati (web, cartaceo e tattile).

 

Lo Spettacolo di sabato 18 marzomanifesto spettacolo semiserio

Sabato sera c’è stata occasione per presentare, in un clima di socialità e “diversamente ironico”, i risultati del progetto.

Patrizia Minardi, Mimì Coviello e Cristina Amenta hanno indicato gli obiettivi raggiunti e le nuove direttrici per un turismo accessibile in Basilicata. Successivamente sono saliti sul palco del Cinema Kennedy Consuelo Agnesi, Luca Paiardi e Danilo Ragona. Assieme a Ivan Dalia e Dino Paradiso sono stati protagonisti di una performance collettiva, incentrata su uno dei più comuni difetti degli oggetti della quotidianità “fatti apposta per i disabili”; un cesso (…che non fa cacare!).

 

Dopo marzo: cosa ci attende?

Il percorso intrapreso è lungo e faticoso (come in ogni cambio di prospettiva che precede uno scarto culturale), in questo caso richiederà di distinguere (senza separare) il tema dell’accessibilità e quello della disabilità riconoscendo come “barriera” qualsiasi limite fra la persona e interazione con l’ambiente circostante. Un approccio allargato per utenze ampie che, promuovendo i principi dell’Universal Design e senza accontentarsi dell’ineccepibilità normativa, si alimenterà progettualmente di spirito critico e creativo. Si continuerà a lavorare cercando di incrementre le occasioni di discussione, per realizzare passo dopo passo un cambiamento culturale utile e necessario.

 

Associazione Culturale C-FARA

Scarica qui il pdf riassuntivo dei tavoli tecnici

 

 

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